Avvocato - traffico di rifiuti - incendio doloso

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Le fattispecie criminose possono configurarsi in tutte le fasi del ciclo dei rifiuti: produzione, traffico e smaltimento. Il responsabile può dare notizia false sull’entità o sulla tipologia di rifiuti da sversare, o demandare l’operazione a ditte che lavorano sottocosto, e che agiscono con cognizione della loro metodologia illegale.

Per quanto concerne il trasferimento, può essere manomessa la documentazione di differenziazione dei prodotti, in modo da fare cambiare direzione al carico o farlo svanire. Nelle operazioni di smaltimento infine la più grande occasione che si configurino casi di truffe:

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- false trasformazioni, bancarotte fraudolente dei programmi di conversione con l’effetto di lasciare sul posto i rifiuti, iter di trasformazione illeciti, sversamento di rifiuti in discariche non autorizzate dalla legge.

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associazione per delinquere di stampo mafioso: Il codice penale in vigore (c.d. Codice Rocco) è stato in molti casi adattato dal legislatore in seguito, che ha cercato spesso di operare una trasposizione delle esigenze comuni bisogni di legalità in casi penali tipici.

L’azione svolta alla luce dell’adozione della Legge 13 Settembre 1982, n. 646 è stata orientata alla limitazione della tutela penale in tema di contrasto alla delinquenza organizzata.

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In base alla citata legge, è stato incluso nel Codice Penale l’art. 416 bis, detto “Associazioni di carattere mafioso anche straniere”. Occorre rilevare che il bene giuridico protetto dal caso specifico penale, è stato valutato come multiplo, per assegnargli un dato peso di carattere multi offensivo; dannoso da un lato per il c.d. Ordine Pubblico, e dall’altro dell’Ordine Economico (inteso come libertà di mercato e di attività economica).

La fattispecie criminosa di associazione di carattere mafioso, prevede misure sanzionatorie per tutti coloro che (crimine comune) sia aderente a una particolare organizzazione; specialità tanto sul piano numerico (tre o più soggetti), quanto sul piano peculiare (mafiosa), con la condanna alla reclusione che spazia tra i limiti edittali di 7 e 12 anni.

Ovviamente, per non fraintendere alcuni elementi occorre rilevare la concreta ratio legis conseguita: attuare misure sanzionatorie per i soggetti affiliati alla Camorra, alla Mafia, alla Sacra Corona Unita e alla ‘Ndrangheta.

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Volendo ritornare alla peculiarità sul piano valutativo, è necessario determinare i parametri (rectius presupposti) perché l’organizzazione possa essere definita come mafiosa. Basta leggere di nuovo l’articolo 416 bis che pone l’accento su due tipiche tecniche :- la forza di ricatto connessa all’accordo di associazione;- lo stato di soggezione e riserbo. La forza di ricatto deve essere connaturata alla stessa « stima criminale » che l’organizzazione ha raggiunto con precedenti condotte di abuso e prepotenza e dalla successiva possibilità che gli affiliati proseguano poi nell’uso della forza per conseguire i propri scopi .

Il secondo parametro è strettamente connesso al primo, ossia si presenta come l’inevitabile fine di esso.

In ultimo, è necessario ricordare che con la Legge n. 125 del 2008 (c.d. Pacchetto sicurezza), che ha variato il D.P.R. 115 del 2002, è stata rifiutata in nuce la possibilità di usufruire del gratuito patrocinio per gli affiliati delle organizzazioni delinquenziali, in forza dell’idea che la semplice aderenza alla combutta criminosa è idonea a consentire al soggetto enormi profitti.

Il reato Presupposto: La definizione della c.d. fattispecie di reato presupposto non essendo indicata da nessuna norma specifica, deve essere necessariamente corretta sul piano interpretativo.

Va premesso che il codice penale disciplina molte fattispecie criminose che si rifanno direttamente o meno ad altri crimini, come:

- l’art. 648 bis nella parte in cui ricorda una fattispecie di “reato non colposo”, da cui provengono beni, denaro o altri redditi;- l’art. 648 nella parte in cui richiama un “qualsiasi crimine”, da cui provengono soldi o beni;- l’art. 648 ter nella parte in cui richiama una fattispecie di “reato”, da cui provengano soldi, beni o altri redditi.

Questi generici richiami ai termini “reato”, “qualsiasi tipo di reato”, “crimine non colposo”, sono la base generale per definire a livello dottrinale il c.d. illecito Presupposto.

Questa è una fattispecie di reato uguale agli altri, e simultaneamente è un elemento costitutivo di altri reati penali specifici.

Ad esempio, l’art. 648 presupponendo, per la sua configurazione, l’esecuzione di una “qualsiasi azione criminosa ” (si pensi alla rapina) da cui provengano beni o soldi, presuppone l’esecuzione di un’altra fattispecie criminosa (c.d. presupposto).

Il reato che presuppone per la sua realizzazione l’esecuzione di un’altra fattispecie di illecito, può in questo senso essere chiamato reato presumente.

Comparazione tra crimine di associazione criminale e associazione allo scopo di delinquere. L’art. 416 c.p. disciplina i casi di associazione a delinquere totalmente, e fa riferimento alla condotta di associazione (3 o più persone) per il compimento di più fattispecie criminose.

Il primo elemento di differenza risiede nel diverso scopo delle organizzazioni di cui si tratta nell’art. 416 e nell’art. 416 bis, elementi di differenza, in realtà, più formali che concreti. Invero, l’associazione per delinquere ex art. 416 c.p. incoraggerebbe l’esecuzione dei c.d. delitti – scopo, essi solo premessa degli eventuali profitti o entrate illecite, per la cui riproduzione è quindi imprescindibile l’esecuzione di una specifica e unica fattispecie di reato; invece, l’associazione di carattere mafioso è caratterizzata dalla possibilità di ricavare per sé entrate o profitti illeciti, come se fosse contrassegnata da una brama totale di produzione illecita, è quindi l’organizzazione in sé a definire il carattere criminoso delle azioni (ottenute o gestite), in quanto realizzate e programmate con l’uso del riserbo, il ricatto o la sopraffazione .

Inoltre, se l’associazione per delinquere “semplice” presume per forza l’esecuzione di una specifica fattispecie di reato– scopo (ossia nascerà allo scopo della sua esecuzione o realizzazione), l’associazione di carattere mafioso può anche, casomai, non avere come obiettivo la realizzazione di fattispecie criminose, ben potendo avere come obiettivo finale la realizzazione di azioni legali, che, però, diverrebbero illecite solo perché sono state eseguite dalla medesima organizzazione.