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La prima definizione del concetto di criminalità economica, attribuita al criminologo americano E.H. Sutherland, fa diretto riferimento ai soggetti che eseguono fattispecie criminose di tipo economico.

Nel riepilogo dell’idea di Sutherland, diffusasi a livello dottrinale, l’illecito economico è determinato come "delittuosità delle classi superiori o dei colletti bianchi, vale a dire di professionisti rispettabili o almeno rispettati ..." (Sutherland 1940).

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La fattispecie di reato economico o imprenditoriale, tra i differenti illeciti eseguiti dai colletti bianchi, è dunque, secondo la suddetta spiegazione, un’azione illecita eseguita da soggetti operanti in un’organizzazione di natura legittima, in molti casi una ditta, in rispondenza alle sue finalità (Schrager, Short 1977).

Un’altra definizione a cui solitamente fanno riferimento direttamente o indirettamente i manuali di criminologia di scuola americana, tende a includere nel concetto di crimine economico qualsiasi fattispecie di reato eseguita per finalità economiche, focalizzandosi dunque non sulle persone ce delinquono ma sugli obiettivi.

Ne consegue un allargamento del concetto in potenza a qualsiasi tipologia criminosa. Ma parallelamente si rimanda, almeno indirettamente, al concetto di criminale razionale (Becker 1968), che orienta le sue risorse tra operazioni lecite o illecite massimizzando il profitto che deriva da entrambe, dati i costi e i fattori di rischio connessi alle operazioni delle associazioni anti-crimine.

Un’altra tipologia include, in conclusione, le metodologie di esecuzione delle fattispecie criminose economiche: azioni illecite che configurano notevoli analogie operative con condotte economiche comuni e assolutamente conformi alla legge (Kitch 1983).

La citata definizione é ripartita precisamente in tre diversi tipi di crimini:

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1) quelli eseguiti come operazioni aggiuntive al business legale, avvalendosi delle condizioni disponibili illegali che esistono nel contesto degli affari;

2)quelli connessi alla gestione illecita dell’offerta di prodotti e servizi conformi alla legge; 3) quelli, infine, che contraddistinguono l’organizzazione (di natura ovviamente illecita) di merci e servizi, essi stessi di derivazione illecita.

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Tutte le suddette concezioni, collegabili alle suddette tipologie, per quanto possano essere utili al conseguimento di specifici obiettivi, non offrono soddisfazione se sono esaminate singolarmente, ma complessivamente determinano la definizione dei fattori da collegare per costruire un’idea chiara di criminalità economica:

la reputazione dei soggetti responsabili, il loro specifico obiettivo di conseguire guadagni, la tecnica "imprenditoriale" dell’intervento criminale.

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E’ vero tuttavia che una semplice connessione dei tre fattori non determinerebbe una dettagliata definizione.

La reputazione non sempre è ex-ante una caratteristica del soggetto responsabile, ma può diventarlo dopo l’esito positivo raggiunto con il lavoro di criminale economico.

L’obiettivo di guadagnare può andare insieme allo scopo di conseguimento di potere o di rispettabilità, e mostrarsi, non in merito a una sola azione illecita, ma un preciso programma criminale.

La tecnica "imprenditoriale", può in alcuni casi configurarsi con l’uso di una ditta in apparenza lecita per l’esecuzione della fattispecie criminosa, come al contrario può accadere nella stabile progettazione razionale del lavoro di un complesso di individui per l’esecuzione di operazioni criminali, senza per questo avere lo status fittizio di ditta. Inoltre, una fattispecie di reato può essere eseguita con strumenti connessi alla stessa posizione che il soggetto criminale detiene in una ditta legale, o usando allo stesso tempo un tipo di suddivisione delle funzioni specifiche delle persone, che, sebbene di natura imprenditoriale, si discosta totalmente dalla ditta in cui il criminale (casomai assieme ai suoi soci) svolge il proprio lavoro.

Il principale problema per la costruzione dell’idea di criminalità economica è quindi la scelta di una strategia di suddivisione della diversità delle possibili e complesse unioni delle diverse assegnazioni connesse ai tre profili:

rispettabilità dei soggetti agenti, peso delle finalità economiche della fattispecie illecita, nozione della natura "imprenditoriale" delle tecniche di esecuzione della fattispecie criminosa.